Bella e lunga intervista al regista di “Bosnia Express” in vista della “trasferta” palermitana del prossimo 3 marzo a Palermo. Non si parla solo di cinema ma anche del messaggio di pace che il film vuole comunicare al pubblico. Un modo inedito di racccontare la storia dei Balcani. “Non troverete immagini di morte e di genocidi – spiega D’orzi -. Nel film si racconta la vita. Si mette fuori campo la violenza e si mette la vita al centro del racconto“.
L’appuntamento è quindi il 3 marzo alle ore 19 al cinema Rouge er Noire di Palermo. Questa data sarà anticipata da una proiezione-evento al Centro sperimentale di cinematografia dove sarà preswente anche il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il manifesto di “Bosnia Express”
Il film
Bosnia Express è un film che procede a tappe, stazione dopo stazione, con nessuna pretesa di dire qualcosa in più sulla Bosnia e la sua gente, ma di raccontare con un tono intimo e penetrante la realtà di questo paese e di rappresentare le contraddizioni tra un mondo che si sforza di crescere, pieno di vitalità, creatività e un mondo precipitato nell’estremismo etnico-religioso.
La Bosnia è un luogo di frontiera. Molti hanno cercato di farla diventare un “non luogo”, terra di nessuno. Ma la Bosnia è ed è sempre stata un crocevia di linguaggi, culture e stili diversi che vorremmo tentare di far rivivere nella memoria collettiva depurandoli da ideologie e fanatismi religiosi che in questi anni hanno avvelenato i pozzi di una convivenza civile durata secoli.
Le donne protagoniste di questo film sono la risposta più alta contro la violenza di chi calpesta ogni umanità in nome di un dio o della superiorità di un’etnia sull’altra. Bosnia Express è il canto della resistenza delle donne alla violenza di una guerra voluta dagli uomini.